Le banche quali agenti di disseminazione dell’high-tech

di Enzo Tieri, Efibanca

1. L’epoca attuale ci permette di vivere una fase storica di "rivoluzione informatica"che non risparmia nessun settore dell’attività economica in alcun territorio del pianeta . Negli Stati Uniti forse non sono neanche mancati alcuni eccessi, se è vero che in omaggio a Internet per esempio una località dell’Oregon ha cambiato nome da Halfway in …Half.com!

L’impatto del vento impetuoso dell’innovazione delle tecnologie dell’informazione appare ancora più radicale nei business caratterizzati da prodotti squisitamente immateriali, qual è il caso tipico osservabile nella vasta galassia del terziario. Nell’àmbito di questo largo scenario, i comparti dell’industria finanziaria presentano un elevato grado di ciò che tenterei di chiamare "sensibilità informatica", cioè l’attitudine a essere rivoluzionati dalle nuove tecnologie dell’informazione.

 

 

2. Proverò allora a delineare il ruolo che l’industria dell’intermediazione finanziaria , ed in particolare il sistema bancario, possono giocare nel processo di innovazione dell’economia italiana.

Già il termine "sistema bancario"evoca un approccio abituale degli istituti di credito a ragionare in termini collettivi ; naturalmente qui desidero non fare riferimento ad un atteggiamento di tipo corporativo, indotto anche da decenni di regolamentazione bancaria che aveva fino all’inizio degli anni ‘80 enfatizzato l’obiettivo della stabilità trascurando di fatto quello dell’efficienza, che all’epoca era ritenuto alternativo ; il mio richiamo è in questa sede soltanto ad aspetti tecnici, definizione che non vuole avere di per sé alcun connotato limitante. L’espressione più tipica di questa attitudine a ragionare come sistema, come rete è forse rappresentata dal traffico dei pagamenti, gestito in Rete Nazionale Interbancaria ; è anche di prima grandezza il ruolo delle banche nella gestione di mercati finanziari altamente competitivi a livello internazionale, quali MTS ( il mercato telematico all’ingrosso dei titoli di Stato ) e Borsa Italiana SpA.

 

 

3. L’approccio delle banche all’utilizzo delle tecnologie avanzate è storicamente caratterizzato da 3 fasi ; nel primo periodo che va per grandi linee dagli anni ’60 fino alla fine degli anni ’70 ( Martini,1999 ) si verifica una estensione di procedure automatiche nelle attività contabili amministrative e successivamente nella gestione delle attività ripetitive di sportello : l’assetto organizzativo della banca si ammoderna ma non subisce una radicale re-impostazione delle procedure , concepite all’epoca delle registrazioni manuali.

In una seconda fase ( 1980-1995 circa ) la clientela è direttamente coinvolta nel processo di diffusione delle tecnologie avanzate : nell’operatività retail nasce il Bancomat, poi integrato dal PagoBancomat, compaiono gli sportelli leggeri ( con pochissimi addetti ) e i punti totalmente automatici . Nell’operatività corporate sono introdotte le attività di home banking.

La terza fase è quella che stiamo vivendo: a partire dalla metà degli anni ’90 la comparsa sulla scena della banca commerciale della connettività offerta da Internet e dalla sua versione "chiusa" Intranet abbatte drammaticamente i costi di contatto con la clientela ; lo sganciamento da vincoli territoriali o temporali è completa, si impone la re-ingegnerizzazione dei processi di produzione bancari determinata dal divenire ancor più "rete".

 

 

4. In questo processo evolutivo un punto chiave è l’atteggiamento del management nei confronti dell’innovazione e la consapevolezza del crescente pericolo costituito dall’immobilismo in questo campo. Non è da trascurare il fatto che la rivoluzionaria tecnologia Internet "è killer" rispetto agli assetti precedente, secondo il linguaggio del prof.Preda, presidente di Borsa Italiana SpA, in sede di convegno presso la LUISS il 17 febbraio 2000.

Un esempio di quanto le politiche gestionali delle banche si sono adattate, influenzando il ridisegno delle strutture aziendali, può essere offerto dal sistema dei pagamenti. A metà degli anni ’70 "la crescita esponenziale del volume delle transazioni monetarie e l’implementazione di procedure che potevano combinare l’elaborazione dei dati con la tecnologia della comunicazione resero obsoleti i sistemi di compensazione dei pagamenti. La materia dei sistemi di pagamento, fino allora trattata a livello di back-office delle banche, formò oggetto di discussione nei consigli di amministrazione", secondo l’alta testimonianza di un banchiere centrale del livello di Padoa-Schioppa (1999).

L’aprirsi della concorrenza determinato dall’high tech ( e dalla deregolamentazione ) ha innescato un’articolazione delle strategie bancarie : ecco che si affacciano sulla frontiera dell’innovazione tecnologica i marchi finanziari più attivi. Qui è il ruolo che intermediari coerentemente rivolti all’innovazione quale strumento di vantaggio competitivo possono giocare nel mare aperto della concorrenza ; proporre nuove modalità di servizio finanziario, si pensi p.es. al trading on line, significa diffondere la tecnologia attraverso il contagio che si determina a partire dalla migliore clientela ; per riprendere il linguaggio del Fondo Monetario Internazionale in tema di informazioni statistiche, è il processo di "disseminazione" di prodotti finanziari che sono inestricabilmente connessi alla relativa modalità tecnologica : il software non è allora strumento di operatività bancaria, è esso stesso prodotto bancario.

 

 

5. Un test sull’atteggiamento propositivo dei più attivi competitor bancari si avrà in un futuro che penso oramai prossimo con una nuova ondata di disseminazione di high tech costituita dalla firma digitale e dal documento elettronico : è un’applicazione che promette di avere sviluppi significativi, dato il suo valore di certezza legale, a partire dai rapporti con le pubbliche amministrazioni, ma anche nei rapporti tra privati. La vocazione delle banche ad "essere rete" si è già manifestata anche in questa occasione ; a livello nazionale v’è un organo di gestione costituito congiuntamente dall’Associazione Bancaria Italiana ( vedasi ABI, 1999 ) e dalla Convenzione Interbancaria per i Problemi dell’Automazione ( CIPA ) e un certificatore di sistema, che nell’àmbito del "dominio" finanziario è rappresentato dalla Società Interbancaria per l’Automazione - Cedborsa ( SIA ); questo nominativo è il primo ad essere stato iscritto, con delibera del 27 gennaio 2000, nell’elenco dei certificatori tenuto dall’AIPA, l’Autorità per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione. L’area dei servizi competitivi sarà prevalentemente contesa da società di emanazione bancaria ( due di esse hanno già presentato all’AIPA la candidatura ) per svolgere la funzione di certificatori degli utenti, con il compito di garantire il corretto abbinamento tra la chiave pubblica e l’identità del cliente, titolare di una abilitazione rilasciata dalla banca ( "certificato"). In tal modo vengono soddisfatte le esigenze di integrità del documento e identità del sottoscrittore, in un contesto di non ripudiabilità dell’atto. La lunghezza standard del certificato, una chiave asimmetrica a 2048 bit, dà una vaga idea del livello di sicurezza garantito, del tutto superiore a quanto finora in essere, per esempio in tema di "cifratura" delle comunicazioni interbancarie.

Le banche più attive offriranno quindi questo nuovo servizio tecnologico , provocando disseminazione di high tech nei confronti di una clientela divenuta consapevole dei vantaggi gestionali di questa modalità sostitutiva della firma autografa e del documento cartaceo, che si presenta come un ottimo rafforzamento delle potenzialità offerte da Internet. Questo mi sembra un esempio del contributo che le banche possono fornire al processo di innovazione e modernizzazione del Paese.

 

 

6. Il sistema bancario italiano è parso muoversi con rapidità, seppure dopo un lieve ritardo, nel processo di innovazione tecnologica : su 901 intermediari attivi al 30 settembre ’99, 292 hanno un website, 45 operano in home banking, 14 offrono trading on line (Bertolotti,1999 ). A livello di Eurolandia ( l’area dei paesi dell’Unione Europea che hanno adottato l’euro ) la situazione non risulta nel suo insieme troppo difforme mentre la Banca Centrale Europea non ha mancato di esprimersi su questo argomento (ECB, 1999 ); con la sua autorevolezza, l’istituto di emissione ci conferma alcuni riscontri dei migliori consulenti d’impresa ( per esempio l’allora Coopers & Lybrand, 1998 ) : il costo unitario per transazione bancaria via Internet può essere fino a 100 volte inferiore ( parametro arrotondato per difetto ) a un’operazione trattata manualmente. Al tempo stesso viene rilevato il ruolo di intermediari che sono già leader nella tecnologia bancaria,e non è necessario essere dei giganti per dimensione, come è anche confermato dal panorama italiano di questi ultimi mesi, a dimostrazione dell’abbassamento di alcune barriere economiche d’ingresso

 

 

7. Traendo qualche indicazione da quanto sinteticamente delineato, siamo forse giunti ad una fase in cui le attività di banca tradizionale, vale a dire la raccolta di depositi e l’erogazione di prestiti su base bilaterale non cartolarizzata, si trovano davanti alla sfida decisiva posta dalla "sensibilità informatica".

L’apertura all’innovazione, alla cultura tecnologica è sempre più fattore di sopravvivenza e in un futuro forse più vicino di quanto ora immaginiamo non si potrà più dire paradossalmente, con le parole di Bob Hope, che "la banca è un posto dove ti presteranno denaro se tu puoi dimostrare di non averne bisogno".

 

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

 

 

ASSOCIAZIONE BANCARIA ITALIANA ( 1999 ), circolare n.7591 del 15 novembre.

 

M.Bertolotti ( 1999 ), "Costi di gestione più bassi e clienti molto più soddisfatti con le informazioni personalizzate" in "La Repubblica",14 dicembre.

 

COOPERS & LYBRAND ( 1998 ), "Tomorrow leading retail banks" in "EuroAbiBlueBook, 4.0/7", aprile.

 

EUROPEAN CENTRAL BANK ( 1999 ), "The effects of technology on the EU banking systems ", luglio, in "www.ecb.int".

 

M.Martini ( 1999 ), "L’impatto delle tecnologie informatiche sull’industria bancaria e sui sistemi finanziari" in "Economia italiana" n.2/1999.

 

T.Padoa-Schioppa ( 1999 ), "PSSS in EMU", speech held at SIBOS, Munich, 13 september, in "www.ecb.int".