Gli speciali * Meeting with....the Managers

giovedì 28 febbraio 2008

     

 

 

 

Meeting with...Tomaso Marzotto Caotorta

 

 
Tomaso Marzotto Caotorta - Fondatore e Segretario Generale IBAN

Già Presidente del Gruppo Centenari & Zinelli, quotato alla Borsa Italiana; attualmente è il Direttore del Corso “Istud Entrepreneurship Programme. Nato nel 1945, laurea in Scienze Politiche, una esperienza manageriale diversificata, dapprima nel Gruppo Montefibre in Italia ed all'estero, poi come Direttore del Settore Economico di importanti Associazioni Territoriali di Confindustria e di Sistema Moda Italia. E’ stato anche Temporary Manager ed ha collaborato con prestigiose società di "management consulting" ed è il fondatore del primo Club italiano di Angel Investor. Socio Fondatore e Segretario Generale IBAN dal 1999.

 

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Tomaso Marzotto Caotorta.jpg

1. Italian Business Angels Network (IBAN n.d.r.) nasce nel 1999, quali sono secondo lei le iniziative più importanti realizzate nell'ambito dell'attività di supporto alle giovani imprese?

 

Mi vengono in mente tre cose.

Innanzitutto che cos’è IBAN. IBAN è una associazione senza scopo di lucro che ha il compito e il ruolo di promotore informativo e attore in Italia del concetto di capitale di rischio.

Pertanto un ruolo culturale, di comunicazione sul territorio, “rappresentanza di categoria” e piccolo ruolo di “lobby” presso gli attori istituzionali che si occupano di politica industriale per cui: Ministero, assessorati regionali e provinciali, non ultimo le banche, altre società finanziarie, altri attori della filiera del capitale di rischio.

 

Il primo risultato che possiamo riscontrare pertanto è che con la nascita di IBAN si è colmato un vuoto sostanziale nel primo anello della filiera del capitale di rischio.

Nel corso degli anni seguendo questi tre filoni abbiamo realizzato qualche centinaia di seminari, incontri, forum, comunicati stampa e articoli, sono nati dei BAN locali, per lo più a valenza regionale (10 ad oggi di cui 3-4 funzionano in modo completo, gli altri sono “antenne”).

 

E’ il primo passo per agevolare imprese locali: avere un luogo, degli attori nel territorio che si fanno carico di individuare piccoli progetti di impresa. IBAN seleziona piccoli investitori e piccoli progetti di imprese, quindi seleziona e facilita l’incontro tra la domanda e l’offerta. Questo è in estrema sintesi a livello nazionale e locale il ruolo istituzionale di IBAN.

 

Ci appoggiamo a realtà locali che già istituzionalmente fanno attività di servizio alle imprese e conferiamo il nostro know-how, la nostra esperienza, il nostro network per far sì che il capitale di rischio informale diventi noto, trasparente e diffuso tra giovani attori delle nuove imprese. 

Storicamente abbiamo un rapporto privilegiato con la Provincia di Milano essendo nati al BIC la Fucina di Sesto San Giovanni,  per cui sono state realizzate molteplici iniziative insieme, ma anche con altre istituzioni provinciali (Provincia di Bologna, Assolombarda, Assoc. Industriali di Treviso, CCIAA di Milano, Firenze, Lucca; Bari, Torino ed altre Istituzioni).

 

Per citare alcuni tra gli altri importanti traguardi realizzati da nostri soci: a Torino è nato un Club di Investitori presso “Torino Wireless” unitamente con il Politecnico di Torino e Piemontech; a Milano è nato “Italian Angels for Growth” promosso da 5 nostri soci; a Roma dal BAN Lazio sta nascendo la nuova “Fondazione Angel Investing”  che vede coinvolti giovani del Gruppo Giovani Industriali e dell’Università Luiss.

Il nostro ruolo non è fare matching ma è far sì che si crei un ambiente favorevole in termini di strumenti, attori e cultura per il matching.

 

2. I Business Angel rivestono un ruolo catalizzatore sia in materia finanziaria che gestionale delle Piccole Medie Imprese (PMI), quali consigli darebbe a chi volesse diventare imprenditore oggi in Italia?

 

Il problema oggi per chi vuole fare impresa è proprio l'asimmetria informativa tra la domanda e l’offerta: spesso chi ha un’idea imprenditoriale non ha la cultura, gli strumenti per incontrare gli altri partner finanziari per far crescere la propria idea di business, dall’altra parte l’investitore non ha molto tempo e molti strumenti per fare scouting di nuove idee. Difficilmente questi imprenditori e investitori si incontrano e se succede spesso accade casualmente.

 

Il nostro ruolo è migliorare queste asimmetrie informative. E’ importante che preliminarmente anche l’imprenditore si ponga delle domande di base: sono pronto e preparato a presentarmi e  incontrare un angel investor?  Ho fatto le mie verifiche? Ho fatto valutazione comparata della mia idea di business? Ho chiaro come ragiona il mio interlocutore?

IBAN assiste sia il lato imprenditore sia il lato Angel investor con una serie di strumenti, circuiti, incontri.   

 

3. Quali caratteristiche deve avere un Business Angel?

 

Un Business Angel deve avere una forte esperienza di impresa o per averci lavorato ad alti livelli o per essere stato imprenditore o essere imprenditore tuttora. Ma anche avere una piccola disponibilità di capitale proprio da dedicare a un progetto di impresa con ottica di capitale di rischio. Parlando di piccola disponibilità i numeri in Italia e in Europa ci dicono che ci stiamo riferendo ad una somma che si aggira intorno al 20-30% della propria disponibilità liquida dedicata ad investimenti, per ammontari che possono variare dai 30.000 ai 500.000 €.

Sottolineo molto il concetto “con ottica di capitale di rischio” perché l’obiettivo non è quello di trovare un partner con cui condividere un'esperienza di lavoro ma è quello di creare valore per poter poi mirare ad un capital gain in capo a 2-3 anni. La remunerazione del Business Angel avverrà quasi esclusivamente nel momento della sua uscita.

 

Quindi il Business Angel non solo deve avere esperienza, attitudine al rischio, capacità gestionale, ma anche provare passione, elemento indispensabile anche per rendere appetibile all’interlocutore-investitore di maggiori dimensioni il progetto in cui ha investito. Di fatto il Business Angel riunisce in sé molte competenze che in azienda sono delegate a più persone.

 

4. I Business Angel si organizzano in reti locali dette BAN ossia Business Angels Network. Quali sono le regole più importanti per rendere funzionale un Network?

 

L’esperienza ci dice che ci deve essere a livello locale un mix tra soggetti pubblici e privati. Questo è importante perché il pubblico deve mettere a disposizione un volano organizzativo insito nel suo compito istituzionale sul territorio. Ma per il pubblico la visione del mercato non è nei compiti istituzionali, lacuna che può essere colmata dai privati che ne hanno invece un interesse specifico.

In concreto potrebbe trattarsi di una collaborazione tra diversi attori: Camera di Commercio, Unione industriali, Gruppo avvocati d’affari, incubatore locale, centro di ricerca universitario e così via. Attori che hanno l’umiltà e la trasparenza di coinvolgere nel loro comitato organizzativo almeno altrettanti Business Angel attivi e operativi sul territorio.

 

Questo coinvolgimento è basilare. Il Business Angel vero vedrà sempre con diffidenza il progetto di impresa presentato come valido per investimento, ma scelto ad esempio dal funzionario della Camera di Commercio locale. Il BAN funziona in questo modo: nel comitato di valutazione del progetto ci devono essere dei Business Angel perché chi sceglie lo fa con la consapevolezza che potrebbe investire anche i suoi soldi: questa è una garanzia per i Business Angel che crederanno nel progetto.

 

Questo è l’elemento validante e fondamentale che i BAN locali non devono mai dimenticare.

 

5. Il concetto di Business Angel nasce in Gran Bretagna e in Olanda già dagli anni ottanta. Quali importanti evoluzioni ci sono state fino ad oggi nell'attività dei Business Angel?

 

Riferendoci alla realtà europea, dal ‘99 sono nati in molti paesi dell’unione europea uno o più circuiti di Angel Investors. Negli ultimi 18 mesi poi c'è stata una fortissima accelerazione dovuta al sostegno di molte istituzioni locali e nazionali degli altri paesi membri (un po’ meno in Italia). Molte opportunità di business hanno visto la luce durante questa crescita della comunità degli Angel investors.

 

Un’altra evoluzione è data dal carattere più gestionale e meno finanziario dell’intervento dei Business Angel, nel senso che è aumentato molto l’apporto delle conoscenze del business. Anche se in Inghilterra tende a prevalere la componente finanziaria su quella gestionale, nel resto d’Europa si registra un mix al 50% dell’una e dell’altra, per cui capacità di creare exit e puro apporto di mezzi finanziari si equivalgono.

 

Un’altra evoluzione interessante da sottolineare è l’attenzione rivolta non solo a progetti di innovazione tecnologica: oggi si può creare innovazione e avere ottimi risultati anche in termini di ritorno degli investimenti con innovazione nelle capacità organizzative, di mercato, di processo, spesso anche in settori e tecnologia considerati “Maturi”.

 

6. L'Associazione Italiana dei Business Angel cura l’attività culturale, associativa, editoriale. La finanza può essere oggi promotrice di mecenatismo?

 

Assolutamente sì. In particolare nel nostro caso, intendendo il mecenatismo come l’apporto di una persona che ha avuto successo nel contribuire al successo di altri imprenditori, riversando sul territorio che lo ha visto nascere e crescere, parte delle sue ricchezze e delle sue conoscenze ed esperienze.

 

In Italia questo fenomeno esiste ma non è abbastanza razionalizzato, mentre negli Stati Uniti il business man di successo spesso torna nel paese di origine, nell’Università dove si è formato e mette a disposizione parte dei suoi soldi e della sua esperienza per innescare un processo virtuoso di gratitudine.

 

7. Si svolgerà a Milano, promosso da IBAN, AIFI e Meta Group, il primo EASY Investment Forum, di che cosa si tratta?

 

Easy “Early stage investors” è un progetto comunitario nato nel settembre 2006 e che durerà fino a fine 2008.

Easy raggruppa 17 circuiti di Angels Investors provenienti da 11 paesi diversi. Partner Italia sono IBAN e Meta Group. Per l’evento di Milano 25-26 Febbraio 2008 è stato chiesto l’aiuto e il coinvolgimento di AIFI per rafforzare la capacità di successo.

 

Easy ha sostanzialmente due filoni di attività:

A) mettere a fuoco e condividere gli strumenti di individuazione e formazione della domanda e offerta a livello locale, attraverso le varie esperienze che i 17 Partner hanno avuto nel tempo, quindi affinare gli strumenti e renderli condivisi per tutti nel circuito europeo.

B)  organizzare degli Investment Forum.

 

L’idea di organizzare degli Investment Forum nei vari stati membri nasce nell’ottica di favorire un matching tra progetti nati in un paese e attori e investitori anche di altri paesi (operazioni cross border). Si tratta generalmente di operazioni costituite e accompagnate da angels investors del paese natale.

Durante Easy Forum di Milano, i 22 portatori dei progetti selezionati avranno a disposizione un elevator pitch di 8 minuti ciascuno per presentarsi ai potenziali investitori presenti in sala.

Questa è una formula che abbiamo messo a punto anche nelle altre tre precedenti Forum conferenze di Parigi, Helsinki e Lisbona.

 

In particolare l’edizione di Milano, il quarto Easy Forum, sarà caratterizzata da un evento collaterale, che consentirà di presentarsi anche ad altri 15 progetti di impresa italiani che non necessariamente vedono già partecipazioni di Angels Investors. Questi progetti avranno a disposizione una postazione attraverso la quale potranno incontrare il pubblico di investitori presente stimato in circa 200 presenze.

 

8. Quali start up vede in crescita nel panorama italiano? Quali casi di successo?

 

Il panorama italiano non si differenzia da quello di altri paesi europei. Generalmente i settori interessati sono numerosi e variegati. Ogni anno nella nostra Assemblea e Convention pubblichiamo indagini e dati che riceviamo dal mercato italiano del capitale di rischio informale. Dal nostro documento 2006 vediamo che negli ultimi 18 mesi si è registrata una forte crescita pari a circa 80 operazioni per un ammontare investito di 12 milioni di euro. Nel 2007 l’incremento degli investimenti da noi registrato è superiore al 50% rispetto al 2006.

I dati saranno presentati nell’assemblea di giugno e in quella occasione sarà pubblicato un “paper”, appositamente preparato in collaborazione con il Prof. Stefano Caselli dell’Università Bocconi, unitamente al Laureando Roberto De Plano, dedicato ad un aggiornamento dello studio del mercato italiano.

 

Il trend registra una crescita in diversi settori: manifatturiero, energia, qualche punta nel biotech ma con discontinuità. Il fenomeno di crescita non ha fattori di moda preponderante. Sicuramente il campo manifatturiero classico, insieme a fashion ed energia, rappresentano un successo anche per il settore innovazione.

 

Casi di successo hanno coinciso con Progetto Easy. Nei Forum di investimento abbiamo sempre portato nuovi progetti italiani. La metà di questi ha chiuso dei matching immediatamente in seguito: questo vuole dire che sono cresciuti nel know-how, nella sicurezza di presentazione del progetto stesso.

 

Segnaliamo tra i casi di successo: KAMSA (ragazzi provenienti dal Politecnico di Milano che si occupano del settore sicurezza nella telefonia mobile), MINTEOS (ragazzo di Torino che ha proposto un progetto per sistemi di allarme per eventi disastrosi sul territorio, come sismi o incendi), EUGEA (entomologi dell’Università di Bologna che hanno commercializzato dei semi di fiori in grado di attirare solo insetti “benevoli”).

 

9. Una delle risorse chiave per lo sviluppo di una azienda è l'equilibrio tra rischio e remunerazione. Quali sono i limiti di “rischio” per un imprenditore?

 

L’elemento di rischio è legato anche alla necessaria preparazione che un imprenditore deve avere per iniziare una attività imprenditoriale.

A tal proposito IBAN predispone una serie di strumenti in aiuto ad imprenditori e investitori: come il “Manuale del Business Angel” e un format per la presentazione del progetto.

 

Una delle domande che si deve fare un investitore è: se hai esaminato 5 progetti e sei intervenuto in uno, quali elementi degli altri non ti hanno convinto ad investire? Le risposte devono considerare i seguenti elementi: capacità e credibilità del Team proponente, come entro nel capitale (entro con valore congruo alle dimensioni del business in quel momento, in funzione e in equilibrio con quello che il portatore del progetto ha messo, con prezzo alla pari o con un sovrapprezzo azioni? ecc.). Poi c’è tutto il discorso della Governance: entro in un progetto per fare cosa, con quali obiettivi, con che tipo di controllo, con che condizioni di uscita?

Sono cose che il portatore di progetto non conosce o ha sottovalutato.

 

10. Perché in Italia i fondi di Venture Capital sono pressoché scomparsi?

 

E’ un problema di cultura di impresa. Non essendoci ai primi livelli di vita dell'impresa grosso rigore di cultura d'impresa e di Governance, gli operatori di Venture Capital hanno rapidamente preferito orientarsi sul Private Equity, cioè intervenire con capitale di sviluppo in progetti di impresa dove la Governance è chiara e il business consolidato.

 

Se devo mantenere una struttura di Venture Capital, che è una struttura di per sé costosa, devo poter agire su progetti e operazioni di una certa dimensione in termini di sicurezza di regole e del loro rispetto. Se questo non è possibile perché il mercato non è maturo, siccome devo rendere conto ai miei fornitori di capitale, devo necessariamente andare “sul sicuro”.

 

Allora, in queste condizioni si crea lo spazio per una persona singola che può mettere il suo capitale personale, non deve rendere conto a nessuno e può decidere anche di finanziare una start up mettendo in campo capitale, esperienze.  IBAN ha occupato questo spazio vuoto nella filiera.

 

11. In tutti i paesi del mondo l'equity gap del comparto è stato colmato da iniziative di finanziamento misto pubblico-privato (es. ECF Fund in Uk e SBIC in USA). Recentemente anche l'Italia ha intrapreso questa strada lanciando un nuovo progetto per SGR che investono nel Sud in progetti innovativi. Crede che anche lo Stato italiano abbia intrapreso questo percorso virtuoso?

 

Spenderei qualche parola sui fondi rotativi di investimento che sono di piccolissime dimensioni ma che hanno una buona valenza e un effetto virtuoso a livello locale.

 

Il Ministero dello sviluppo aveva messo in piedi il Fondo di Finanza per l’impresa espressamente dedicato a questo tema, più di un anno fa il Ministero aveva cercato IBAN per collaborare per un intervento nel mondo delle start up. Con la caduta dell’attuale Governo il progetto è fermo.

 

Però IBAN non si è fermato. Stiamo lavorando ad un Fondo da creare che deve essere sempre un mix di pubblico e privato, il pubblico doveva essere costituito per una parte dal Fondo di Finanza per l’Impresa che a questo punto rimane un punto interrogativo e dal FEI che ha varato a dicembre una misura ad hoc per intervento in fondi di coinvestimento che dovessero nascere in Europa dedicati al mondo delle start up ad alto potenziale innovativo e particolarmente collegati e in collaborazione con circuiti locali di Angel Investor.

 

IBAN presenterà una candidatura al FEI nei prossimi mesi, affiancata da 2 prestigiose SGR italiane, una che è garante presso Banca d’Italia, l’altra che ci affianca nell’advisoring per il progetto.

 

12. Quale percorso formativo suggerirebbe ai giovani che volessero avvicinarsi all'investimento nel capitale di rischio?

 

IBAN ha promosso la “Business Angels Academy”, in partenza il 13 marzo 2008. Un percorso articolato in quattro pomeriggi dedicati agli argomenti classici della materia: come costituire la società dal punto di vista fiscale, societario, la normativa Mifid, valutazione progetto, matching tra soci.

 

13. Quali suggerimenti darebbe a finanzastraordinaria.it per rispondere in modo sempre più concreto alle esigenze dei Business Angel?

 

Contribuire a far crescere il mercato, facendo cultura in questo settore e favorendo la nascita di un nuovo club di Angel Investor che riesca ad individuare nuovi soggetti.

 

14. L’ultima domanda vuole avere una veste spiritosa. Ci dia lo scoop da comunicare in anteprima ed esclusiva a “finanza straordinaria.it”. Un incoraggiamento per una giovane editor!

 

Oltre a numerose “chicche” che ho anticipato anche nelle precedenti domande, posso segnalare due novità assolute: la nascita di Digital BAN, il secondo BAN tematico dedicato al settore del mondo digitale e la prossima pubblicazione di una nota sulla normativa MIFID. 

 

I BAN territoriali infatti sono sempre stati polisettoriali, da Gennaio invece sono stati concepiti dei BAN tematici. Il primo progetto si chiama “SHVPC Seven hills venture partner consortium” ed opera nel settore della scienza della vita. I soci fondatori sono Mastech Ltd, Zanchi Investor e Saed, società di Trieste di servizi: Luca Dobetti è il responsabile operativo del  progetto. 

 

Per Digital BAN, l’interlocutore con cui IBAN sta lavorando, è Sirmi, società di Milano, fondata da Maurizio Cuzari che ne è anche Amministratore Delegato e con Oracle, oltre ad un altro sponsor che dovremmo a breve ufficializzare. L’ufficializzazione ai soci sarà l’occasione per una serata conviviale nella quale mettersi in gioco e deliberare l’investimento, parlare del progetto e così via. 

 

La seconda anticipazione riguarda il fatto che nelle prossime settimane con l’aiuto di Studio Simmons & Simmons, studio legale internazionale sede di Padova, abbiamo messo a punto e diffonderemo una nota di puntualizzazione sugli effetti della normativa MIFID sul mondo dell’Angels Investors.

       

 

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